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«Albero sublime! Del genio è l’immagine vivente;
Domina le montagne e contempla l’infinito;
Per lui la terra è dura, ma bacia i suoi rami
il cielo innamorato e ha il fulmine e la tempesta
per gloria e per diletto».


Miquel Costa i Llobera, El Pi de Formentor

J O A N   M I R O'

El Pi de Formentor  (Il pino di Formentor) IV
1976
Incisione con acquatinta a colori su carta a mano Guarro
105 x 90 cm
Esemplare numerato 40/50 (in basso a sinistra),

firmato a matita dall’artista (in basso a destra)

 

 

 

 

Quarta delle cinque incisioni con acquatinta a colori realizzate da Joan Miró per illustrare il componimento poetico in lingua catalana El pi de Formentor (Il pino di Formentor) dello scrittore maiorchino Miquel Costa i Llobrera (1854-1922), l’opera fu stampata in 50 copie, numerate da 1 a 50, da J.J. Torralba (Rubí, Barcellona) e pubblicata nel 1976 dalla Galeria Gaspar, storica galleria d’arte barcellonese, fondata nel 1909, per i tipi della tipografia Alexandre Tornabell, Barcellona. Una sesta acquatinta costituiva il frontespizio dell’edizione.

Il poema di Costa i Llobrera, scritto in versi alessandrini nel 1875, e considerato come uno dei capolavori della poesia romantica catalana, s’ispira ai pini che costellano le scoscese pareti del promontorio di Formentor, nella parte settentrionale di Maiorca, luogo caro sia al poeta, nativo dell’isola, sia a Miró, che la elesse a propria dimora a partire dal 1956.

La trasposizione grafica dei versi di Costa i Llobrera che Miró traduce col suo possente tratto evocativo e col suo sognante e allusivo mondo di forme e colori conserva integralmente lo spirito del poema tardoromantico; anzi, ne arricchisce il valore prettamente simbolico attraverso l’animazione di profondi richiami archetipi. L’albero è il simbolo della libertà e della perfezione: immerso nella natura di cui fa parte e da cui emerge come una sorta di eroe, sfidando gli elementi, ha bisogno solo di quello che che ha nel mentre afferma se stesso con la propria maestosa presenza, testimone della vita e dell’inesorabile passaggio del tempo.

Catalogato in:
Jacques Dupin, Ariane Lelong-Mainaud, Miró Engraver. Volume IV (1976-1983), Daniel Lelong Editeur, Paris, 2001, n° 941.